Discriminazione donne e lavoro: lasciata a casa perché incinta

Discriminazione e lavoro

Discriminazione donne e lavoro: una 35enne padovana lasciata a casa per due volte perché incinta

Sebbene ogni tanto si possa avere il piacere di ascoltare delle belle notizie in merito al trattamento delle donne sul lavoro – è il caso di ricordare di quell’azienda che, qualche mese fa, ha assunto una donna alla fine della gravidanza, andando contro ogni situazione che in genere si verifica in questi casi – sempre più spesso la discriminazione la fa da padrona. Specialmente nel campo lavorativo e professionale, ed ancor di più se una donna “si prende il lusso” di rimanere incinta, dando una risposta positiva al suo desiderio stesso di maternità.

L’ultimo caso che vede ancora una volta protagoniste le discriminazioni sociali e umane, è quello accaduto in questi giorni a Padova, dove una donna di 35 anni, dopo esser rimasta incinta e aver partorito il primo figlio, ha dovuto presentare le dimissioni nell’azienda presso la quale lavorava. Ma non solo: dopo esser stata assunta da un’altra impresa come responsabile di un ufficio, la donna, rimasta incinta per la seconda volta, è stata di nuovo lasciata a casa perché, avendo perso il bambino, non sarebbe stata più serena e pertanto idonea ad affrontare le mansioni che sono richieste in un ufficio.

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