La corrida in Catalogna

La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, dove da anni sono in atto movimenti di affrancamento dal potere centrale di Madrid. Questa regione ha un suo parlamento, che decreta le leggi in tutta la regione, che gode di uno statuto speciale. Nel 2010 il Parlamento di Catalogna, che ha sede a Barcellona, ha votato il divieto di praticare la corrida all’interno di questa importante regione.

Il fatto

La Catalogna è una regione a Statuto Speciale, proprio come in Italia avviene per il Trentino Alto Adige, o per la Valle d’Aosta. Diversamente dalle Regioni italiane però la Catalogna è una regione molto ampia, al cui interno è presente anche una delle più ricche città della Spagna. Da molti anni in Catalogna sono presenti movimenti secessionisti e la regione ha più volte richiesto di effettuare un referendum tra i suoi abitanti, volto a richiedere la separazione della catalogna dalla spagna, per creare uno stato indipendente. Nel corso degli anni il Parlamento della Catalogna ha spesso cercato di attuare leggi in totale contrasto con quelle dello stato spagnolo.

La decisione della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale spagnola ha annullato la decisione del Parlamento della Catalogna di vietare le corride sul territorio regionale. Le motivazioni sono chiare: la corrida è un bene nazionale spagnolo, sui cui possono legiferare solo lo Stato spagnolo e non le singole regioni. Per questo motivo la legge, promulgata nel lontano 2010, dovrà essere totalmente revocata.

Le conseguenze

Il fatto rischia di fomentare ulteriormente le spinte secessioniste della regione catalana, dove da anni si cerca di creare la Repubblica Catalana. La questione della corrida sembra un pretesto per dimostrare al governatore della Catalogna Carlos Puidgemont che non può legiferare su qualsiasi argomento e che la regione è comunque parte integrante della Spagna e non può dotarsi di leggi diverse da quelle del resto del paese.

Le motivazioni della Catalogna

La legge contro le corride è stata pubblicizzata come un atto dovuto agli animalisti di tutto il mondo; del resto sono tantissime le associazioni di tutela degli animali che da anni si battono contro questo crudele rito, che ogni anno uccide numerosi animali, in un modo spettacolare, ma anche crudele, che porta ai tori una enorme sofferenza del tutto inutile. È però chiaro che la legge promulgata dal Parlamento della Catalogna ha avuto anche un intento di sfida contro il volere del Parlamento spagnolo, come a dimostrare attraverso un gesto simbolico che la Catalogna non è spagnola.

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