Partorire in ospedale o a casa? Ecco cosa emerge dagli ultimi dati

Partorire in ospedale o a casa: ecco cosa si evince dagli ultimi dati di due importanti punti di riferimento

Gli ultimi dati sul parto e sui rischi che si associano al delicato momento del travaglio gettano la luce su una domanda importante che riguarda proprio le varie possibilità di una gestante: è meglio partorire in ospedale o a casa? La domanda è di quelle a bruciapelo: infatti, se è vero che alcune mamme preferiscono fare riferimento ad un ambiente più ovattato, come quello che consente loro di sentirsi più tranquille ed a loro agio in un momento così difficile come quello del travaglio, è anche vero che non sempre è possibile partorire in casa.

Eppure, il numero di bambini che, solo un anno fa, sono nati tra le mura domestiche ed in un contesto meno asettico, è di 500 neonati: stando anche a quanto si evince dalle informazioni della Società Italiana di Neonatologia è tuttavia pericoloso far partorire una donna in casa. Tra le mura domestiche, infatti, non vigono gli stessi controlli che invece si possono avere all’interno di un ospedale, dove tutto è più sicuro e dove è anche possibile ottenere immediatamente delle risposte ai dubbi ed alle paure più frequenti.

Si comporta in maniera decisamente più positiva verso questa possibilità l’Associazione nazionale Ostetriche, che dimostra come il parto in casa possa essere una scelta efficace e ideale, a patto però che tutti i controlli vengano fatti nella maniera più sicura.

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