Pipì in piscina: un fenomeno molto diffuso (che potrebbe rivelarsi dannoso)

Pipì in piscina: un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Alberta ha indagato sulla cattiva abitudine. La “colpa” non riguarda solo i più piccoli

Fare pipì in piscina potrebbe essere nocivo per gli altri ed è, purtroppo, un comportamento molto più diffuso di quanto siamo portati a pensare: a dichiararlo è un recente studio che è stato tra l’altro condotto dai ricercatori canadesi dell’Università di Alberta, i quali hanno fatto sapere che la misurazione dei livelli di pipì all’interno di due piscine pubbliche oggetto di studi ha raggiunto livelli inaspettati.

Ben 75 litri sono stati trovati all’interno della piscina più grande e 30 litri nella piscina più piccola. Il perché di questo comportamento dei nuotatori è molto semplice: molte persone, ignorando l’importanza del rispetto di regole del buon senso, spesso si lasciano andare ad un bisogno impellente, pensando che “tanto è solo urina” e credendo che questo composto sia comunque innocuo. Questo è vero, ma solo in parte: secondo quanto è emerso, tra l’altro, dalle stesse parole degli autori dello studio, infatti, se è vero che di per sé l’urina non è dannosa, non si può dire lo stesso di alcuni composti, come ad esempio urea, ammoniaca e creatinina. Secondo le ultime indagini, infatti, questi ultimi possono agire interagendo con il cloro e gli altri disinfettanti utilizzati per la pulizia dell’acqua, generando irritazioni oculari, e altri disturbi importanti.

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