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Ieri sera alle 21 italiane si è tenuta la finale degli Europei di calcio ed a trionfare è stata proprio l’Italia.
La partita è stata tesa, combattuta, all’inizio anche un pò scoraggiate a causa del gol subito dopo pochi minuti dall’inizio.
Ma alla fine l’Italia ci è riuscita ed è la nostra Nazione la vincitrice d’Europa.

La partita di ieri sera ha tenuto con il fiato sospeso tutta l’Europa e anche gran parte del mondo.
Moltissimi personaggi famosi, che non fanno parte del continente europeo, hanno comunque pensato di guardare la partita e di tifare per la bellissima Italia.
Un nome a caso? Il cantante Travis Scott. 
Il dolce fidanzato della piccola di casa Jenner infatti, una volta terminata la partita, ha pubblicato una storia sul suo account instagram in cui si vede la nazionale di calcio italiana che alza la coppa!
E’ stata una notte magica che tutti porteremo nel cuore, in particolare il Mister Mancini, scoppiato in lacrime dopo l’ultimo rigore segnato.
A fine partita il Mister è stato intervistato e queste sono state le sue parole: ‘‘Siamo stati bravi, purtroppo abbiamo preso il gol subito e siamo andati in difficoltà ma poi abbiamo dominato. Non so cosa dire davvero, i ragazzi sono stati meravigliosi. E’ importante per tutta la gente e i tifosi. Siamo contenti di aver giocato bene. Spero che tutta Italia festeggi. Siamo felici adesso”.

La maggior parte dei giocatori, dopo la vittoria, sono scoppiati in lacrime ed hanno subito videochiamato le persone più care.
A riprendere il tutto in diretta, tra i primi ci sono Chiesa che ha chiamato la sua mamma e Locatelli, che ha mostrato la medaglia alla sua dolce metà.

Tra qualche giorno si giocherà la finale dell’Europa League. 
E’ di qualche ora fa la notizia.
A combattere per la vittoria del titolo europeo saranno Italia e Inghilterra.
A quanto pare, appena appresa la notizia, non tutti l’hanno presa proprio benissimo ed infatti le immagini che arrivano dal web, in particolare da parte di alcuni tifosi inglesi, non sono proprio delle migliori.

L’undici sera alle 20:45 di terrà la finale per quanto riguarda l’Europa League.
La finale sarà giocata tra Italia e Inghilterra.
Purtroppo, una volta appresa la notizia, le immagini che arrivano dal web non sono proprio delle migliori.
Stiamo parlando di alcuni tifosi inglesi.
In queste ultime ore stanno circolando sui vari social network alcuni video e foto al quanto sgradevoli.
C’è chi ha preso la bandiera dell’Italia, l’ha messa a terra in mezzo alla strada e ci ha sputato sopra.
Chi invece l’ha calpestata, chi addirittura ci è passato sopra con le ruote della macchina.
Insomma, delle immagini brutte da vedere per noi italiani.
Ovviamente, non finisce qui.
Sono ore che per strada, in Inghilterra, stanno iniziando a girare i vari cori.
La frase che viene maggiormente pronunciata è: ‘It’s coming home‘.
Ma vi siete mai chiesti perchè gli inglesi dicono sempre così? Ora ve lo spieghiamo noi.

It’s coming home non è nient’altro che ‘sta tornando a casa‘.
Cosa sta tornando a casa? Il calcio, in quanto è uno sport inglese.
La storia narra che questo sport è nato in una piccola scuola inglese tanti e tanti anni fa.
Un giorno, in cui splendeva il sole, un maestro ha deciso di portare i suoi alunni a giocare nel parco della scuola, con un pallone.
Ed è proprio lì che, tra un passaggio ed un altro, è nato il calcio. 

Zlatan Ibrahimovic è uno dei giocatori più forti del mondo ed è un attuale giocatore del Milan.
Con la perdita del derby 3-0 Inter Milan, Valerio Staffelli ha deciso di consegnare il tapiro d’oro al calciatore, facendogli anche qualche domanda per quanto riguarda Sanremo.

Ibrahimovic è uno dei calciatori più amati al mondo e ora è nel Milan.
Qualche giorno fa si è tenuto il derby Milan-inter, vinto dall’Inter 3 a 0.
Proprio per questo motivo Valerio Staffelli, di Striscia la notizia, ha voluto consegnargli il tapiro d’oro.
Staffelli ha beccato il giocatore a Milano ed ha subito deciso di ‘punzecchiarlo’ dicendogli: ‘3 a 0 con l’Inter, che batosta signor Zlatan’.
Ma Ibra non si lascia di certo prendere in giro e decide di stare al gioco regalandogli la sua maglietta.
‘La partita di ieri è stata dura, ma si riprende non ti preoccupare. Ora ci riposiamo, la prossima partita sarà giovedì’, delle parole da vero leader quelle di Ibra.
Inoltre Zlatan fa sapere a Staffelli che la prossima volta si porterà il tapiro d’oro, così avrà più fortuna.

Staffelli continua con le sue battute però: ‘Ma non è che lei si è distratto perchè a bordo campo era presente quella bella ragazza della Leotta?’, Ibra si mette a ridere ma afferma di no.
‘Da quando non c’è il pubblico siamo abituati a lei’.
Inoltre Zlatan ora si definisce il papà del Milan, oltre ad essere il capitano, e tutti contano sulle sue energie e sulla sua determinazione.
”Devo comportarmi come un papà e ci penso io”, afferma Zlatan.
Inoltre, la settimana prossima, andrà in onda l’edizione di quest’anno di Sanremo e Ibra sarà ospite ad una serata.
In questo momento però il calciatore si dichiara concentrato sulle prossime partite.

Diego Armando Maradona è stato il calciatore più forte di tutti i tempi e, purtroppo, il 25 novembre di quest’anno è morto dopo un attacco cardiorespiratorio.
I suoi funerali si sono tenuti a Buenos Aires, dove viveva, e purtroppo il figlio, causa Covid, non è potuto andare lì.

”Purtroppo è stato ricoverato in ospedale. Cominciarono ad arrivare messaggi e subito iniziai a chiamare a Buenos Aires. Ho chiamato e chiamato finché mi hanno detto cosa è successo. E’ stato un forte dolore personale, cerco di isolarmi e a volte provo a guardare un po’ di televisione”, sono queste le parole del figlio del calciatore più amato di tutti i tempi.
Diego Armando Maradona Junior è stato intervistato dal quotidiano spagnolo marca e, dalle sue parole, si percepisce un forte dolore.
”Sto male, ho problemi a dormire. Ho dimenticato cosa significa fare una pausa. Chiudo gli occhi e la mia testa non si disconnette. Non poter raggiungerlo in Argentina è stato l’aspetto più doloroso. Non ho mai pensato al peggio. Sapevamo tutti come stava, ma abbiamo sempre cercato di sollevarlo. Avevo paura, ma per paura naturale della morte, che è qualcosa di brutto”.

I due si sono riuniti quattro anni fa, il loro rapporto in questi anni è cresciuto tantissimo e parlavano sempre di calcio, come ha svelato il figlio: ”Quando discutevamo di calcio aveva quasi sempre ragione. Mi è piaciuto molto perché prima non avevo queste occasioni. Ho visto tante partite con lui, con il Napoli, con la Nazionale…Era coinvolto su chi doveva giocare, chi non doveva…Ma non gli ho mai risposto. Abbiamo sempre avuto una relazione molto aperta e sana. Non ho mai litigato con mio padre”.
Non poteva mancare la domanda sull’eredità ma Diego ha preferito non rispondere: ”Voglio avere la libertà di scegliere come piangere mio padre. E credo che silenzio e poche parole siano il miglior rimedio ora”.

Diego Armando Maradona è volato via esattamente cinque giorni fa e, Lorenzo Insigne, durante una partita contro la Roma, ha segnato e ha pensato bene di dedicare il gol fatto al grande calciatore che ormai non è più tra di noi.
Applausi e grande commozione da parte di tutti i giocatori.

Diego Armando Maradona è morto il 25 novembre del 2020, l’uomo era molto amato in ogni parte del mondo, in particolare a Napoli, dove ha giocato per qualche anno.
Quando la notizia è arrivata nelle case delle persone lo shock è stato di tutti, in particolare per i tifosi del Napoli, luogo in cui Maradona era considerato un re, un dio.
Moltissime persone hanno pensato di scendere per strada, in particolare avanti allo Stadio San Paolo, dove Maradona è stato il protagonista.
Pianti, minuti di silenzio e ricordi per il calciatore più forte di tutti i tempi.
Qualche giorno dopo la sua morte il Napoli ha giocato una partita in Europa League e, Lorenzo Insigne, capitano della squadra, ha pensato di dedicare un gol al grande Diego. 
Peccato però che quel gol non è arrivato ed il dispiacere sul volto di Insigne era evidente. 

Alla partita successiva, quando il Napoli ha giocato contro la Roma, quel gol è arrivato, e con esso anche la dedica al cielo.
Infatti, grazie ad un calcio di punizione, il tiro ha sorpreso Mirante ed il pallone è finito in rete.
1 a 0 per il Napoli, ma non è stato questo il pensiero di Lorenzo.
Lui voleva dedicare quel gol a Maradona e ci è riuscito, tirando fuori la maglietta con scritto Maradona ed il numero dieci, Lorenzo Insigne ha puntato la telecamera ed ha baciato la maglia. 

Papa Francesco da quando ha iniziato la sua carica prende in seria considerazione lo sport incontrando sportivi e rappresentati di varie discipline, inoltre ha sempre affermato che lo sport ha una grande capacità educativa in quanto incoraggia i ragazzi a diventare non solo grandi dentro ma anche dei campioni della vita. 

“La pratica sportiva, ricorda il Papa durante un incontro con la Federazione Italiana Nuoto, educa infatti ad essere leali, onesti, a coltivare la semplicità̀, il senso di giustizia, l’autocontrollo: virtù non solo per chi pratica sport, ma più propriamente dell’uomo”.
Da ex giocatore di calcio e tifoso della squadra del San Lorenzo de Almagro in Argentina, Papa Francesco ci tiene a sostenere in particolare del buon calcio, dello sport come momento di incontro e tolleranza, crescita umana e spirituale:
“Lo sport è come la religione – afferma – in quanto esso è capace di generare valori e crescita nell’essere umano, esaltando la sua vita”.
Ovviamente il Papa parla di un tipo di sport orientato verso bene, al non alimentare la rivalità invidiosa o dell’odio tra tifoserie violente.

Infine Papa Francesco ci tiene a precisare che anche grazie allo sport le persone possono rendersi conto che: ”nessuno è in grado di vincere da solo, né sul campo di gioco, tantomeno nella vita”.
Inoltre lo scopo del Pontefice è quello di arrivare anche ai genitori tramite le sue parole infatti chiama i parenti a collaborare nel trasmettere ai figli una mentalità fondata sul gioco, sulla gratuità e la socialità, ad incoraggiarli nei momenti difficili, specialmente quelli di sconfitta. Infondo la panchina non è poi un’umiliazione, ma un’occasione per crescere e un’opportunità per qualcun altro.
Un bellissimo messaggio quindi quello che cerca di mandare il Papa.

Pochi giorni fa il mondo degli Stati Uniti ha subito di nuovo un duro colpo ovvero la morte di Jacob Blake.
Jacon Blake era un giovane ragazzo americano nero ed è stato ucciso brutalmente dalla polizia con sette colpi di pistola dietro la schiena.

La morte di Jacon Blake è avvenuta in Winsconsin, a pochi passi dall’uccisione di George Floyd.
Il tutto è accaduto vicino a dove si allenano i Bucks e questi eventi hanno scatenato una reazione mai avuta prima dai giocatori di Basket.
Infatti i Milwaukee hanno deciso di boicottare gare 5 del primo turno dei playoff contro gli Orlando Magic.
I Bucks dovevano scendere in campo ma hanno deciso di non farlo e sono rimasti chiusi negli spogliatoi, togliendo la possibilità di entrare anche ai commissari NBA.
A differenza loro gli Orlando sono scesi in campo a riscaldarsi per poi lasciarlo a quattro minuti dall’inizio.
Inizialmente alcune testate giornalistiche avevano specificato che la squadra avversaria non aveva gradito questo atteggiamento ma dopo poco arriva la smentita da parte della famiglia Devos: ”Ci uniamo alla NBA, all’associazione giocatori, ai Milwaukee Bucks e al resto della lega condannando l’intolleranza, l’ingiustizia razziale e l’uso ingiustificato della forza da parte della polizia contro le persone di colore”.

Poco dopo arriva la protesta anche delle altre squadre come i Los Angeles Lakers, Portland, Houston ed OKC.
Nel frattempo sui social parte la protesta anche di alcuni giocatori in primis Lebron James che scrive: ”Noi diciamo basta tutto questo!!!! Noi chiediamo che ci sia un cambiamento. Siamo stufi di tutto ciò”. 
Una presa di posizione mai vista fino ad ora, una presa di posizione che rimarrà nella storia non solo del basket ma anche nella storia Americana.

Nel podcast ManueleManuelOn, condotto dagli arbitri Manuel Attard e Manuel Mazzoni, è stato ospite l’arbitro Luigi Lamonica e alla fine della diretta Facebook ha voluto raccontare un aneddoto: quando ha conosciuto il black mamba. 

Kobe Bryant è scomparso a fine gennaio del 2020 e da quel momento moltissimi personaggi conosciuti, appena ne hanno l’opportunità, cercano di ricordare nel miglior modo possibile la sua memoria.
Ed è proprio questo il caso.
Nel podcast ManueleManuelOn l’arbitro Lamonica ha voluto raccontare di quando ha arbitrato una partita di Kobe Bryant, alle olimpiadi di Pechino. 
”Lo conobbi alle Olimpiadi di Pechino, subito mi colpì il suo italiano con cadenza perfetta, di cui Kobe ovviamente si vantava. Stavo arbitrando la semifinale e il campione aveva appena sbagliato una schiacciata, con la palla che era finita a metà campo.In quella partita ero primo arbitro e quindi dovevo amministrare io la rimessa di inizio terzo quarto, che doveva fare proprio Kobe. Prima di ricominciare la partita Bryant mi guarda e mi fa fa: ‘Allora, ti stai divertendo?’ e io gli risposi, scherzando: ‘Mi stavo divertendo, finché non hai sbagliato quella schiacciata”.

Conoscendo la mentalità di Bryant l’arbitro sapeva benissimo che cosa aspettarsi da quella battuta.
”Dopo qualche azione- racconta l’arbitro- Bryant rubò palla e volò in campo aperto tirando giù una super schiacciata. Io ero arbitro guida e feci finta di nulla, ma sapevo benissimo che il suo sguardo mi stava cercando. Dopo qualche secondo, ci incrociammo e mi fece un cenno come dire ‘ti è piaciuta eh?’. Poi quasi a fine partire non fischiammo quello che per lui era un fallo chiarissimo. Kobe iniziò ad urlarmi contro ‘Come hai fatto a non vederlo. Era fallo, fischiate queste cose!’. Era davvero arrabbiatissimo, io cercai di tranquillizzarlo spiegandogli per quali motivi non avevamo rilevato il fallo. Da lì in poi segnò tipo 6-7 punti di fila, era inarrestabile. A fine partita mi scusai per non aver visto quel fallo, lui mi fece con un sorriso: “Oggi avete visto il vero Black Mamba!”, conclude così il podcast.

In questi ultimi mesi è andato in onda su Netflix ‘The last dance’, un documentario incentrato sui Chicago Bulls ma soprattutto su Michael Jordan.
Su questo documentario ha voluto mettere voce anche O’Neal.

Su Netflix due mesi fa è sbarcato ‘The last dance’ un documentario incentrato sulla vita sportiva del grande Michael Jordan.
In questo documentario non solo Jordan spiega come ha vissuto la sua carriera ma anche come ha fatto a rapportarsi con gli altri avendo un successo così grande e, a commentare insieme a lui tutti quegli anni, erano presenti anche alcuni suoi compagni di basket come Pippen e Rodman. Gradita la presenza anche di Phil Jackson, allenatore della sua squadra.
Questo documentario ha avuto un grandissimo successo e O’Neal ha comunque voluto dire la sua in un’intervista.
In questa intervista hanno chiesto al campione: ‘faresti mai un documentario del genere?

L’uomo ha dato una risposta che non tutti si aspettavano, semplicemente ‘no’.
‘Fino ad oggi nessuno mi ha mai chiesto di fare un documentario sulla mia vita ma comunque la mia risposta sarebbe no.’ Il motivo a quanto pare ha un nome: Kobe Bryant. 
”Mio fratello non è qui con noi e non voglio che vecchie storie del passato riemergano. Perciò se me lo chiederanno, non lo farò. Quello che è successo fa parte del nostro rapporto e di quello che siamo stati, ma non voglio che ci sia attenzione su quello 15 anni dopo. Si parlerebbe di ‘Oh è stato scambiato’ e ‘Non andavano d’accordo’, e non voglio sentire cose del genere. Tutti girando su Internet possono sapere la storia di quanto è successo. Io voglio che Kobe venga celebrato nella giusta maniera, e anche io allo stesso modo”.
Infine il campione dei Lakers fa sapere che non riesce neanche a guardare gli anelli vinti: ‘Finiranno in cassaforte o in banca ma non li voglio vedere‘.

Finalmente possiamo ritornare a viaggiare e la Regione Marche è una delle più ambite soprattutto se siete appassionati di parapendio, rafting, bici e parchi enormi.

La Regioni offre alcuni dei borghi più belli d’Italia, più di 90 ettari di parchi bellissimi e tantissime città d’arte.
In Regione troviamo due parchi nazionali, Gran Sasso e Monti della Laga e quattro parchi regionali – Monte Conero, Sasso Simone e Simoncello, Monte San Bartolo e Gola della Rossa e di Frasassi.
Inoltre la Regione presenta ben sei riserve naturali ovvero Abbadia di Fiastra, Montagna di Torricchio, Ripa Bianca, Sentina, Gola del Furlo e Monte San Vicino e Monte Canfaito. Questi parchi sono spettacolari da vivere soprattutto per chi ama praticare ogni tipo di sport. 
Ottima Regione per andare in vacanza soprattutto per chi ama andare in bici infatti ci sono ben 24 percorsi ciclabili lunghi più di 2000 chilometri e che attraversano all’incirca 130 comuni.

La conferma della bellezza di queste piste ciclabili arriva proprio da Vincenzo Nibali, campione di ciclismo originario della Sicilia: ”La mia fuga sono le Marche, il paradiso del bike. Nello stesso viaggio si possono ammirare bellezze naturali e opere d’arte senza tempo, da Raffaello Sanzio a Lorenzo Lotto. I percorsi ad anello di Marche Outdoor accompagnano i cicloturisti dal mare alla montagna attraverso laghi, gole, cascate, eremi e grotte”, afferma il campione.
La bici però non è l’unico sport praticabile in Regione infatti troviamo anche trekking, equitazione ed arrampicate. 
Ma non solo, c’è anche la possibilità di ammirare dei bellissimi prati ad esempio quello di Ragnolo dove ora fioriscono le orchidee oppure le Gole del Fiastrone che presentano delle pareti rocciose che delimitano il fiume fino ad arrivare a toccarsi, in alcuni punti.