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Dopo due giorni di zona arancione nazionale, il 9 ed il 10 gennaio, la Regione Marche torna in zona gialla in quanto l’indice di Rt è sotto ad 1, 0,93 infatti.
A comunicarlo è proprio il Presidente di questa Regione.
Ma andiamo a vedere nello specifico che cosa si potrà fare in zona gialla.

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha confermato che dall’11 gennaio 2021 la sua Regione tornerà in zona gialla.
Posso comunicarvi che nella prossima settimana la nostra regione sarà gialla. Una boccata d’ossigeno dopo un lungo periodo di restrizioni dure, ma dobbiamo restare prudenti perché il virus c’è e gira molto”.
Ma è proprio il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ad affermare che alcune Regioni saranno in zona arancione fino al 15 gennaio, data in cui scadrà il DPCM. 
Dopo quel giorno saranno emanate nuove eventuali proroghe.
Le Regioni in questione sono cinque ovvero Calabria, Lombardia, Emilia-Romagna, Sicilia e Veneto.
Ma che cosa si potrà fare in zona gialla?
Innanzitutto dalle 5 alle 22 non è necessario motivare i propri spostamenti, che possono avvenire anche nei territori di comuni diversi. Dalle 22 alle 5, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali.

Per quanto riguarda lo sport invece sarà possibile, ma all’aperto.
Infatti le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termalisono sospese.
E’ stata fatta un’eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del Coni o del Cip.
I bar ed i ristoranti hanno la possibilità di asporto e consegna a domicilio fino alle 22 e la possibilità di far sedere al tavolo le persone fino alle 18.

Moltissime nazioni d’Europa in questi giorni, a causa del contagio da Covid-19 e con l’imminente arrivo delle festività natalizie, hanno deciso di entrare un’altra volta in un vero e proprio lockdown. 
In particolare, a dare la notizia in queste ore, sono la Germania e l’Olanda.
Ma si è messa in guardia anche il Belgio.

L’Europa, come tutto il mondo, in questo momento sta vivendo una situazione davvero tragica e, con l’imminente arrivo delle festività natalizie, molte Nazione hanno deciso di attuare di nuovo un lockdown per evitare che le persone si riuniscano con i propri cari in pranzi e cene per poi far salire, per l’ennesima volta, la curva del contagio da Covid-19.
Quindi l’Olanda e la Germania hanno deciso di applicare un lockdown ma, a rispondere a questa decisione, è proprio il Belgio che in questo momento ha paura di ritrovarsi persone provenienti da altre nazioni.
Acquistate online, ricordatevi che sono le persone che diffondono il contagio”, ha affermato il virologo Steven Van Gucht all’agenzia olandese Anp.
Inoltre lo scienziato ha anche sottolineato che, impedire alle persone di attraversare il confine è difficile, e proprio per questo motivo ha fatto appello al buonsenso dei vicini ricordando che “chiediamo anche ai belgi di non viaggiare”, anche se “questo è particolarmente difficile nelle regioni di confine”.

Proprio per questo motivo il primo cittadino Steven Van Gucht ha preso la decisione di schierare più poliziotti per le strade per controllare che lo shopping avvenga nel rispetto delle norme sanitarie in vigore.
Inoltre, la polizia di Liegi, ha deciso che utilizzerà la rete di telecamere anche per monitorare la situazione e intervenire se necessario. “E se scopriremo che frequentare il centro città o determinate attività commerciali diventerà un problema, prenderemo subito provvedimenti“, ha avvertito Willy Demeyer.

 

 

Oggi, dieci dicembre, si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
Oggi si ricorda uno dei documenti fondamentali per tutelare la libertà delle persone e si ha l’obiettivo di diffondere in tutto il mondo il valore della tolleranza, della diversità e soprattutto della democrazia.

La carta dei diritti universali è stata adottata il 10 dicembre del 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Ogni anno questa giornata viene ricordata come la Giornata Mondiale dei diritti Umani.
I primi due articoli dei 30 di cui è composta, ribadiscono i concetti di uguale dignità, libertà e fratellanza tra esseri umani. I successivi 18 delineano i diritti civili e politici come quello a non essere torturato, arrestato o detenuto arbitrariamente, il diritto di avere una cittadinanza e di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni, il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e religione.
Inoltre ogni anno viene scelto uno slogan diverso e per l’edizione del 2020 la frase scelta è: ‘“Recover Better – Stand up for Human Rights” ovvero Riprendersi meglio – Battersi per i diritti umani‘.
Ovviamente il focus di quest’anno è incentrato sulla Pandemia che stiamo vivendo da ormai quasi un anno.

Inoltre, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ha ribadito che: ”Le persone e i loro diritti devono essere al centro delle risposte e della ripresa. Occorrono quadri di riferimento universali come la copertura sanitaria per tutti per sconfiggere questa pandemia e tutelarci per il futuro”.
A dare supporto a queste parole c’è anche l’Onu: ”per riaffermare l’importanza dei diritti umani nella ricostruzione del mondo che vogliamo, la necessità di solidarietà globale, nonché la nostra interconnessione e umanità condivisa”.
Inoltre il punto fondamentale di questa giornata è mettere fine alle discriminazioni.

Domani, 8 dicembre, sarà la giornata dell’Immacolata e di conseguenza una giornata festiva.
Ma i negozi ed i supermercati saranno aperti o chiusi? Le persone potranno usufruire di questo giorno festivo per andare a comprare i regali di Natale? 
In questo articolo vi spieghiamo tutto nel dettaglio.

Questi sono i giorni che precedono le festività natalizie e molte persone si stanno accingendo ad acquistare vari regali di Natale.
Proprio domani sarà la giornata dell’Immacolata ma, i negozi, resteranno aperti?
Sarà possibile andare a fare shopping per i propri cari nei centri commerciali?
La risposta è no.
I supermercati ed i negozi avranno la possibilità di rimanere aperti, alcuni mezza giornata.
Mentre per quanto riguarda i centri commerciali no, infatti i negozi che si trovano all’interno saranno chiusi, a differenza dei tabacchini, farmacie e parafarmacie.
I negozi all’interno dei centri commerciali saranno chiusi il sabato, la domenica, i festivi ed i prefestivi quindi anche il 7, l’8, il 24, 25, 26, 31 dicembre, 1, 5 e 6 gennaio.
Per quanto riguarda i supermercati, minimarket, negozi al dettagli ed iper ci sarà un’apertura straordinaria.
A Roma resteranno aperti i seguenti supermercati: Conad, Esselunga, Lidl, Carrefour e Auchan.
Non sappiamo nel dettaglio però gli orari di questi supermercati quindi vi consigliamo di consultare il loro sito internet.

I centri commerciali che rimarranno chiusi invece, sempre su Roma, sono: Euroma2, RomaEst, Porta di Roma, Maximo ecc; gli outlet Valmontone e Castel Romano e anche i grandi magazzini come Coin e Rinascente.
Nonostante non sono centri commerciali sembra che rimannanno chiusi anche Mediaworld, Ikea, Decathlon e Primark.
Inoltre vi ricordiamo però che i negozi non presenti all’interno dei centri commerciali avranno la possibilità di rimanere aperti tutto il giorno.

Oggi è un grande giorno per il governo tedesco ma soprattutto per le donne in quanto, il partiti della maggioranza di governo, hanno stipulato un disegno di legge che darà l’obbligo di almeno una donna nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in borsa.

A quanto pare, in base al disegno di legge presentato, le aziende in cui il governo tedesco possiede una quota di maggioranza dovranno avere almeno il 30 per cento di donne ai loro vertici. Al momento comunque non si conoscono tutti i dettagli.
I vari partiti di maggioranza da tempo chiedevano al governo di impegnarsi per avere una maggiore rappresenzanza delle donne nelle aziende.
Christine Lambrecht, Ministro della giustizia, ha infatti dichiarato: ”Questa legge è un enorme successo per le donne in Germania”. 
Ricordiamo inoltre che già nel 2015 fu approvata dal governo tedesco una legge che imponeva che, gli organi di controllo delle grandi aziende, fossero composti per un terzo da donne, mentre chiedeva alle aziende tedesche più piccole di presentare piani per aumentare la presenza femminile nelle posizioni di vertice.
Purtroppo in quel periodo l’iniziativa non aveva avuto però successo, come ammesso anche da Franziska Giffey, ministra della Famiglia, degli Anziani, delle Donne e della Gioventù.

C’è da dire inoltre che il Partito dei Verdi ha criticato il disegno di legge fatto dal governo dicendo che, avere almeno una donne nel consiglio di amministrazione di un’azienda, non è comunque abbastanza.
Ulle Schauws, parlamentare e portavoce, ha infatti dichiarato che questa legge fatta dal governo è solamente il minimo di quello che dovrebbe essere fatto. 
Dopo queste dichiarazioni e queste critiche, verrà fatta qualche modifica al disegno di legge creato in Germania o verrà confermato così com’è?

In queste ultime ore il Presidente del Consiglio ci ha comunicato tramite una diretta che l’Italia sarà divisa in tre zone diverse in base alla proprio Regione di appartenenza.
Si tratta di zona rossa, zona arancione e zona verde. 
In zona rossa ci è finita purtroppo anche la Lombardia quindi andiamo a vedere quali sono le regole da seguire nel dettaglio.

Rispetto alle persone contagiate sale il numero degli asintomatici, diminuisce in percentuale il numero di persone ricoverate ma c’è l’alta probabilità che molte regioni superino le soglie delle terapie intensive e mediche. Se introducessimo misure uniche in tutta italia produrremmo un duplice effetto negativo, non adottare misure veramente efficaci dove c’è maggior rischio e imporremo misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave”, sono state queste le prime parole espresse dal nostro Presidente, e poi continua..
Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle D’Aosta rientrano nell’area rossa mentre nella zona gialla, con criticità moderata, rientrano Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna , Lazio, Liguria, Toscana, Molise, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, Veneto e le provincie di Trento e Bolzano”.
Quindi, cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare in zona rossa?

Come prima cosa parliamo delle scuole. Le scuole faranno la didattica a distanza dalla seconda media in poi.
I negozi di abbigliamento rimarranno chiusi ed anche i centri commerciali.
Rimarranno aperti i supermercati, negozi di genere alimentare, negozi di elettronica, farmacia, erboristerie, profumerie e parrucchieri e barbieri.
Inoltre sarà consentita l’attività motoria individuale (per chiarezza, le passeggiate) nei pressi della propria abitazione, con obbligo di indssare la mascherina e a distanza di almeno un metro da chiunque altro. Verrà consentita anche l’attività sportiva all’aperto in forma individuale. I parchi a quanto pare rimarranno aperti di giorno.

Nel mondo, anche in Italia, negli ultimi anni nascono sempre meno bambini. 
Tutto ciò accade anche nelle Marche a quanto emerge dai dati forniti dall’ISTAT ed elaborati dall’IRES CGIL Marche.

Nel 2019 nelle Marche sono nati 9.670 bambini. Si tratta di un record minimo storico in quanto, per la prima volta, si va sotto la soglia psicologica dei 10 mila.
Rispetto ai numeri di oggi, all’anno precedente sono nati  501 bambini in meno (-4,9%) mentre, nell’ultimo quinquennio, sono diminuiti di 2.693 unità (-21,8%).
C’è da dire che il calo delle nascite dei bambini è un fenomeno che si trova in tutto il mondo soprattutto in Italia ma,  il trend di denatalità registrato nelle Marche nel quinquennio è decisamente più alto di quello nazionale, parliamo infatti di un -16,4%, sostanzialmente in linea con quello delle altre regioni del Centro (-21,5%).

Inoltre in questi anni si avvale anche una diminuzione della fecondità infatti, proprio nel 2018, il numero medio di figli per donna nelle Marche scende a 1,22.
Inoltre i decessi nelle Marche sono 17.442, ovvero quasi il doppio delle nascite, in aumento sia rispetto all’anno precedente (+1,6%) che nel quinquennio (+3,7%).
Ma ad influire questi numeri non ci sono solo le nascite e i decessi, ma anche chi abbandona la propria Regione per andare a studia fuori Regione o addirittura all’estero.
Infatti all’incirca 5.792 persone nel 2019 hanno abbandonato la propria regione per emigrare all’estero.
Inoltre la Segretaria Generale della CGIL Marche, Daniela Barbaresi, ha affermato che: “questi dati evidenziano la necessità di affrontare il tema della denatalità con misure strutturali a sostegno della maternità e paternità, a partire da un’adeguata rete di servizi per l’infanzia, che superino l’inefficace politica dei bonus. Per altro quello della crescita demografica e del tasso di natalità è uno dei principali obiettivi e sfide indicate dal Governo nelle linee guida per la definizione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza #NextGenerationItalia”.

‘Nessuno parla dei miei due premi nobel’ così inizia Trump il suo comizio in Pensylvania.
Mancano pochi giorni alle nuove elezioni per nominare il Presidente degli Stati Uniti d’America e i due candidati, Trump e Biden, stanno girando le varie nazioni per fare propaganda elettorale.

Manca davvero poco alle elezioni negli Stati Uniti e i due candidati, Trump e Biden, si stanno dando davvero da fare.
Proprio ieri Trump è stato in Pensylvania dove ha fatto un discorso su un argomento che non è nuovo a tutti, ovvero le fake news.
Ma Trump, in questo caso, non parlava soltanto delle fake news ma anche dei suoi premi nobel.
”Neanche una parola, è una vergogna. Ero davanti alla tv con Melania e parlavano del tempo”, è questa la polemica di Trump contro i social media ma non solo, egli processa il fatto che, quando Barack Obama nel 2009 vinse il Premio Nobel per la pace, tutti ne parlarono.

Ricordiamo comunque che Trump non ha mai vinto nessun Premio Nobel per la pace, a differenza di come ha fatto capire ieri durante il suo comizio.
Trump è stato semplicemente candidato per il Premio Nobel della pace del 2021. ll presidente americano ha ricevuto due nomination per il 2021: una da parte del deputato dell’estrema destra norvegese Christian Tybring-Gjedde, motivata con la mediazione Usa che ha portato all’accordo tra Israele ed Emirati Arabi, e una da parte del deputato cristiano democratico svedese Magnus Jacobsson, per l’accordo di cooperazione tra Serbia e Kosovo firmato alla Casa Bianca.
Inoltre ricordiamo che tantissime persone sono state nominate per il Premio Nobel per la pace del 2021, addirittura 318 e tra di loro, oltre a Donald Trump, c’è anche Vladimir Putin. 

In questi giorni di fashion week a Milano non si parla altro che si moda, ma quest’anno c’è qualcosa di diverso, qualcosa è cambiato e stiamo parlando del movimento black lives metter. 
Anche la moda italiana quest’anno ha deciso di aderire a tutto ciò.

In questi giorni di Milano Fashion Week non si parla di altro, la moda italiana ha finalmente aderito al movimento lives metter.
Stiamo parlando dell’iniziativa digitale “we are made in Italy” che presenta 5 talenti selezionati dalla designer Stella Jean e dal collega Ed Buchanan tra i 220 creativi della piattaforma Afrofashion, fondata nel 2014 da Michelle Francine Ngonmo.
“Stella Jean racconta: ”Arrivare a questo punto non è stato molto facile, avevamo avviato a gennaio una campagna sociale sulla discriminazione razziale, ma la risposta è stata, purtroppo, fredda, poi il movimento mondiale nato dopo George Floyd ha riacceso le coscienze degli attivisti ‘last minute’ e ha permesso di avviare una conversazione sui nuovi italiani che chiedono alle aziende italiane, che sui social sbandierano ottime intenzioni, l’opportunità di lavorare come gli altri”.

”All’inizio c’è stata molta indifferenza – continua la stilista – come se i marchi non avessero visto le piazze italiane piene ma pensassero solo a dare supporto al movimento americano, poi però qualcosa è cambiato, la Camera della moda ha supportato e finanziato il progetto. Da lì si è data vita a un tavolo di lavoro. Fino a oggi sono stata il numero 1, l’eccezione. Le passerelle comunque sono piene di modelle nere: utilizziamo il colore come bandiera, ma ciò non corrisponde alla realtà dei fatti. Inoltre vorrei ricordare che il razzismo esiste ovunque, anche nella moda, e mi spaventa un po’ che ora ci sia attenzione perché questi stilisti sono neri e non perché sono bravi”.

Domenica scorsa, 20 settembre 2020, si sono tenute le elezioni per quanto riguarda il referendum per il taglio dei parlamentari e, in alcune regioni italiane, hanno votato anche per le regionali.
In Campania, per la seconda volta, ha trionfato Vincenzo De Luca. 

Vincenzo De Luca era già il Presidente della Regione Campania e ora ha iniziato il suo secondo mandato.
Il duello con l’eterno rivale, Stefano Caldoro, è durato dieci anni: nel 2010 prevalse Caldoro col 54,2 per cento contro il 43,0 di De Luca; nel 2015 prevalse invece il candidato del centrosinistra con il  41,1 contro 38,4. Il dato di oggi è ovviamente il migliore di De Luca, che guadagna oltre dieci punti  percentuali su cinque anni fa e quasi doppia Caldoro, che invece scende al suo minimo storico.
Inoltre molte persone si sono espresse in merito alla vincita del Presidente Vincenzo De Luca ad esempio Matteo Renzi che, sul suo profilo Twitter, ha scritto: ”Complimenti e buon lavoro a Vincenzo De Luca. Abbiamo collaborato a livello istituzionale, lo abbiamo sostenuto a livello politico. Anche per lui una grande vittoria, bravo”.

Ma non solo il leader di Italia Viva, anche Piero Fassino ha espresso la sua felicità per quanto riguarda la vittoria del Presidente De Luca.
”Dal voto la conferma della centralità del Partito democratico che guida la vittoria del centrosinistra in Toscana, Campania e Puglia, dove i Democratici si affermano anche come primo partito. Fallito il tentativo di sfondamento del centrodestra, la maggioranza di governo può adesso mettere in campo le scelte economiche e sociali necessarie a rilanciare la crescita, creare lavoro e restituire certezze agli italiani”, sono queste le parole espresse da Fassino.
Quindi il governatore Vincenzo De Luca sarà a capo della Regione Campania per altri cinque anni.

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